CALZATURIFICIO JEU

Il Calzaturificio JEU viene fondato nel 2014 da Fabio Attanasio, abile amministrativo e commerciale.

Realizziamo prodotti finiti e produzione di calzature da donna e da uomo per contro terzi. Una scelta di modelli (quasi) infinita e l’abilità di assistere gli uffici stile nella costruzione di nuovi modelli di tendenza.

Stabilimento in mq
5000
Dipendenti
700
Produzione al giorno
4500

Una storia che ha creato un JEU

La storia del calzaturificio JEU inizia nel 1992 da attuale titolare FABIO ATTANASIO che, fin da giovane, è attratto, dal mondo della calzatura, prima come apprendista operaio nell’azienda di calzature che in quel periodo vantava di circa 3400/3500 unita’ lavorative e avente come nome “Gruppo Filanto”

Tradizione, creatività e passione sono da sempre i pilastri di questa realtà che lega le sue arti al lusso del tradizione Italiana.

La vena artistica, la cura nella scelta dei materiali e l’alta specializzazione della manovalanza, è da sempre il segreto più prezioso della JEU, ponendo il comfort e la bellezza della scarpa al centro della loro attività. Difatti, l’accurata ricerca dello stile e del dettaglio, l’approccio diretto alle esigenze del cliente ma sopratutto la consapevolezza che la scarpa ha un ruolo fondamentale per la salute dell’uomo, ha condotto all’evoluzione del prodotto, in termini di qualità e sicurezza.

un sogno che diventa realta

Cosi’, nel modo piu’ spassionato possibile insieme a tutti i miei collaboratori e proprio con questa concezione di idea, in anno 2014 a partire dal mese di luglio ho cominciato nel mio piccolo a mettere le basi per la mia nuova e personale azienda, dandole il nome di “JEU Sh.p.k” (origine e significato della parola Jeu derivante dal nostro dialetto salentino che significa IO).  Naturalmente con i piu’ pesanti sacrifici che una persona puo’ sopportare sia fisicamente che economicamente si e’ dato il via al primo di settembre con la produzione regolare di calzature finite e semifinite occupando ad oggi circa trecento unita’ lavorative.

Di fatto non c’e altro da aggiungere in quanto la realta’ e’ alla luce di oggi giorno, ma io parto sempre da un principio:
“un uomo che e’ un uomo deve credere in qualcosa, ed io ho creduto nel mio lavoro”